Eugenio, il protagonista della pièce, gestisce un’agenzia di viaggi ed è sposato con Norma ma intrattiene due relazioni extraconiugali: la prima con Wilma, la seconda con Alina, segretaria presso l’agenzia. Tre donne, tre luoghi e tre modi di vivere una relazione sentimentale totalmente differenti. Norma è alla ricerca di un amore fedele, ma insegue qualcosa che ormai è finito; Wilma è impegnata in una guerra costante e radicale con Eugenio in cui carne e sensualità diventano privilegiato campo di battaglia; infine Alina, proiettata in un sogno di fuga dalla realtà, in un gioco di emozioni eccitante e leggero.
Comprendiamo dal procedere della pièce che la storia di Eugenio “il seduttore” è legata, seppure indirettamente, alla perdita del figlio avuto da Norma, la cui presenza in scena è restituita dall’immagine di una bicicletta e dal suono ostinato del suo campanello.
Da questa trama di tradimenti si dipana una serie di situazioni in cui Eugenio scivola ripetutamente tra Wilma, Alina e Norma, promettendo a ognuna amore sincero e viaggi lontani in geografie a dir poco immaginarie. Con perfido cinismo fa in modo che le tre donne si incontrino in un Caffè, imbastendo un gioco rocambolesco di equivoci e situazioni tragicomiche. Il tutto per divertirsi nel vederle parlare assieme, inconsapevoli, dello stesso uomo.
L’epilogo è sorprendente: Eugenio esce di scena suicidandosi, con la sua voce che diventa una musica di vocali ritmata dal campanello della bicicletta. Alina torna inesorabilmente al suo ruolo di segretaria nell’agenzia di viaggi; Wilma prepara la valigia per ricominciare a vivere trovando autonomo sostentamento; Norma, vestita a lutto, annega in un mare di lacrime per aver perso quelle bugie che per lei erano comunque atti d’amore.

 

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Eugenio, il protagonista della pièce, gestisce un’agenzia di viaggi ed è sposato con Norma ma intrattiene due relazioni extraconiugali: la prima con Wilma, la seconda con Alina, segretaria presso l’agenzia. Tre donne, tre luoghi e tre modi di vivere una relazione sentimentale totalmente differenti. Norma è alla ricerca di un amore fedele, ma insegue qualcosa che ormai è finito; Wilma è impegnata in una guerra costante e radicale con Eugenio in cui carne e sensualità diventano privilegiato campo di battaglia; infine Alina, proiettata in un sogno di fuga dalla realtà, in un gioco di emozioni eccitante e leggero.
Comprendiamo dal procedere della pièce che la storia di Eugenio “il seduttore” è legata, seppure indirettamente, alla perdita del figlio avuto da Norma, la cui presenza in scena è restituita dall’immagine di una bicicletta e dal suono ostinato del suo campanello.
Da questa trama di tradimenti si dipana una serie di situazioni in cui Eugenio scivola ripetutamente tra Wilma, Alina e Norma, promettendo a ognuna amore sincero e viaggi lontani in geografie a dir poco immaginarie. Con perfido cinismo fa in modo che le tre donne si incontrino in un Caffè, imbastendo un gioco rocambolesco di equivoci e situazioni tragicomiche. Il tutto per divertirsi nel vederle parlare assieme, inconsapevoli, dello stesso uomo.
L’epilogo è sorprendente: Eugenio esce di scena suicidandosi, con la sua voce che diventa una musica di vocali ritmata dal campanello della bicicletta. Alina torna inesorabilmente al suo ruolo di segretaria nell’agenzia di viaggi; Wilma prepara la valigia per ricominciare a vivere trovando autonomo sostentamento; Norma, vestita a lutto, annega in un mare di lacrime per aver perso quelle bugie che per lei erano comunque atti d’amore.

 

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